“Danza con me” di Roberto Bolle: l'edizione 2021

«Sono felice e onorato di presentare questa nuova edizione di “Danza con me”, tanto più dopo un annus horribilis come il 2020. Sarà il modo

migliore per iniziare un nuovo anno di speranza e aspettative, guidati dalla luce dell’arte e della danza, che ci confortano in questi tempi bui». Ne è convinto Roberto Bolle, che il 1° gennaio, in prima serata, torna su Rai1 con la quarta edizione del suo show, di cui è ideatore e autore, protagonista e direttore artistico. Se ne parla già molto: in TV, sulla stampa, soprattutto sui social, anche per i super ospiti di quest’anno. Guidati dallo stesso Bolle, noi scegliamo di anticiparvi e approfondire gli highlights di danza del programma e i suoi interpreti, ballerini di carriera o principianti che siano.

Roberto Bolle e Nicoleta Manni nel Lago dei cigni

© FRANCESCO PRANDONI

A partire da Vasco Rossi, asso nella manica per far schizzare gli ascolti, anche perché la rockstar manca dagli studi televisivi dal 2005. «Un regalo la sua presenza» si entusiasma la nostra étoile. «E Vasco ama la danza! È stata la prima cosa che mi ha detto quando ci siamo incontrati. Ma io lo sapevo, ricordando il balletto con le sue canzoni L’altra metà del cielo, andato in scena al Teatro alla Scala nel 2012. Ora ci presenta il suo ultimo brano, Una canzone d’amore buttata via, in esclusiva proprio a “Danza con me”: la danzerò con Virna Toppi, Prima ballerina scaligera, accanto a due giovani emergenti del corpo di ballo, Agnese Di Clemente e Gioacchino Starace. È una delle coreografie di Mauro Bigonzetti, che in questa edizione firma diversi brani, tutti molto “forti” - vedrete. Se Vasco balla con noi? Beh, a suo modo sì, incitandoci come sa fare lui. Mi hanno colpito la sua generosità e il modo semplice e autentico con cui si mette a disposizione: è con noi in scena, non si è tirato indietro. Direi che abbiamo creato un incontro speciale, partendo da mondi così distanti».

Con Agnese Di Clemente nello Schiaccianoci

© FRANCESCO PRANDONI

Nello Schiaccianoci

© FRANCESCO PRANDONI

Altra ospite popolarissima è la showgirl Michelle Hunziker, che ovviamente si esibisce come danzatrice. «Con Michelle volevamo collaborare da tempo e finalmente ci siamo riusciti. Insieme danzeremo un medley di brani tratti da musical molto conosciuti e amati, rivisitati da noi. Dimenticavo: sarò io a cantare! Sì, quest’anno mi cimento anche nel canto. L’avevo promesso l’anno scorso a Geppi Cucciari che avrei preso lezioni e ho mantenuto l’impegno, anche se è stata dura visto che non ho mai cantato neppure al karaoke! Michelle introduce anche un tema a cui entrambi teniamo molto: la violenza contro le donne, lei leggendo un testo di Lucia Calamaro, io interpretando il passo a due Violenza, su coreografia di Bigonzetti, insieme a un’altra ballerina scaligera, Antonella Albano».

Leggete anche il nostro articolo su 10 celebri balletti della storia della danza classica

Fedele alla formula dell’intrattenimento che includa momenti di riflessione, anche quest’anno il programma affronta temi civili. Attualissima, sull’onda del movimento Black Lives Matter, la questione dell’inclusione, testimone un altro big della scena musicale: il rapper Ghali, tunisino d’origine. «Anche l’impegno a favore delle minoranze mi sta molto a cuore. Ghali interpreta una poesia dell’attivista per i diritti civili Maya Angelou, Still I rose, danzata da Carlos Kamizele, un ballerino congolese di street-dance che ha conquistato il titolo di campione del mondo per l’Italia ma non ha mai ottenuto la cittadinanza italiana».

Tra i pezzi da novanta della Tv sono annunciati anche il cantante Diodato, che quest’anno ha vinto tutto e si esibisce in performances inaspettate, e il telecronista Fabio Caressa, con cui si tenta, con ironia, l’esperimento di avvicinare due mondi tanto distanti quali il calcio e il balletto. Oltre al trio che con Bolle presenta la serata: Miriam Leone, pure impegnata a rivelare le sue doti di danzatrice, e il duo di attori Francesco Montanari e Stefano Fresi, che non rinunciano a qualche accenno di danza. Per tutti loro le coreografie sono di Massimiliano Volpini, abituale collaboratore di Bolle.

Con Michelle Hunziker

© FRANCESCO PRANDONI

Ma vediamo insieme a Bolle quali sono i brani coreografici che gli appassionati di danza considerano il cuore dello show. Ricordandovi che potrete seguirli attraverso una sorta di libretto di sala virtuale all’hashtag #danzaconme, dove troverete anche contenuti extra studiati per i social quali immagini di backstage, video inediti, interviste ai protagonisti. «Ancora una volta ho scelto di spaziare dal grande repertorio classico alle nuove creazioni contemporanee» anticipa il ballerino. Con la Prima ballerina della ScalaNicoletta Manni, ospite fissa della mia trasmissione, danzo un classico del virtuosismo, il pas de deux detto del “Cigno Nero” dal balletto Il lago dei cigni, su musica di Tchaikovsky, e un passo a due da un “dance drama” del Novecento, L’histoire de Manon, del coreografo Kenneth MacMillan. Insieme io e Nicoletta ci lanciamo anche in un brano contemporaneo firmato da Sebastien Galter, Step addiction. Con Virna Toppi invece danzo un estratto dal balletto Carmendi Amedeo Amodio.  Con la stessa partner e con i danzatori della MM Dance Company, su coreografie di Bigonzetti, interpreto il Ghali divertissement: un medley composto dal rapper appositamente per il nostro programma. Ancora con la MM Dance Company e con Agnese Di Clemente eccomi in Dante, una coreografia di grande effetto che nel 700 anniversario della morte del poeta non poteva mancare. Così come uno Schiaccianocipop, d’obbligo nelle feste natalizie, rivisitato con estro da Bigonzetti. Quest’anno poi mi butto a capofitto nel contemporaneo spinto, danzando con un gruppo di ballerini del Teatro dell’Opera di Roma Cacti, dello svedese Alexander Ekman, nome di punta della scena attuale, con cui lavoro per la prima volta».

Con Nicoletta Manni nel Lago dei cigni

© FRANCESCO PRANDONI

L’atmosfera del teatro che ci manca tanto la ritroviamo nell’ambientazione scenografica: lo show è stato registrato ai Laboratori Ansaldo di Milano, ovvero nelle ex officine industriali dove il Teatro alla Scala realizza e custodisce scene e costumi. Tanto che, rivela Bolle, nel programma compaiono anche alcuni elementi scenici di opere e balletti scaligeri.

Ma viene spontaneo chiedersi, in tempi di teatri serrati e danza cancellata, come sia stato possibile realizzare il programma. «In effetti è stato un miracolo» racconta l’étoile. «Quando abbiamo iniziato a registrarlo non eravamo sicuri di riuscire a portarlo a termine. Ovviamente ci sottoponevamo a tamponi frequenti ma nella fase di preparazione qualche intoppo c’è stato. Dopo le prove dello scorso giugno con i ballerini dell’Opera di Roma, per esempio, sono emersi alcuni positivi. E un solo caso significa per tutti isolamento per due settimane e interruzione del lavoro. Date le circostanze a Cacti abbiamo lavorato con il coreografo via Zoom, poi la sua assistente è riuscita ad arrivare e la coreografia è stata in parte modificata per mantenere il distanziamento tra i danzatori. A causa delle quarantene obbligatorie per i viaggi internazionali non vedrete i ballerini stranieri che hanno sempre preso parte al mio programma. Come l’inglese Melissa Hamilton, che avevo già invitata, ma che purtroppo non è riuscita ad arrivare. Allora ho deciso di puntare su artisti italiani, anche giovani come Agnese Di Clemente, dando loro una chance: mi piace scoprire e valorizzare nuovi talenti. Alla fine posso dire di essere molto soddisfatto dei risultati».

Con Nicoletta Manni in L'Histoire de Manon

© FRANCESCO PRANDONI

Se “Danza con me” è un’eccezione in un settore totalmente congelato, si spera che l’impegno di un ballerino popolare come Bolle non faccia dimenticare il dramma dietro le quinte. «Sì, la nostra resta l’arte più rischiosa e penalizzata dalla pandemia. Con tutti i lavoratori del teatro, tanto più noi danzatori viviamo un periodo di grande incertezza e insicurezza, ancora peggiore per coloro che non sono tutelati da contratti stabili. Io cerco di lanciare appelli e avviare progetti, faccio tutto quanto mi è possibile, ma so che il denaro ormai non basta più. Non nascondiamoci che ci aspettano altri mesi moto duri, per il teatro improntati all’estrema cautela e gradualità. Anche tutti i miei spettacoli, a parte Bolero lo scorso settembre alla Scala, sono stati cancellati. La speranza ora, anche mia, è quella di tornare a danzare in grandi spazi all’aperto, all’Arena di Verona e a Caracalla per esempio, la prossima estate. Fortunatamente intanto abbiamo potuto realizzare “Danza con me”, che vi invito a non perdere perché, dopo le difficoltà superate e per una congiunzione di elementi, questa mi sembra la più bella e riuscita tra tutte le edizioni».

Roberto Bolle e Virna Toppi

© FRANCESCO PRANDONI

Related Articles